Diario di un Sopravvissuto alla Crisi

Vita, morte e miracoli di una Startup nell'Italia della crisi economica

Tag: Vittoria

26. Lavorare Anima & Corpo sulla propria Startup

10 NOVEMBRE 2014, ORE 22:00
GIORNO 268

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Assediati.
Porte chiuse e finestre sbarrate.
La Fantomatica C ci sta assediando con la sua orda di cittadini zombie depressi.
Non so quanto potremo resistere, forse non abbiamo provviste e idee a sufficienza.
La Fantomatica C ha travolto l’Italia. E gli Italiani si sono lasciati travolgere.
Ora entrambi bussano alla mia porta, ci vogliono. Vogliono che il nostro progetto fallisca.
La Fantomatica C ha preso Tim, il nostro tuttofare: biglietto solo andata per l’estero.
E D, la nostra Designer, sta per compiere lo stesso percorso.
Per non parlare di tutte quelle menti che l’Italia ha perso poco prima del grande avvento della Fantomatica C, tutte quelle geniali menti che hanno visto bene di scappare per non dover combattere per la sopravvivenza ogni giorno. Marco, Fabio, Andrea. I nomi sono infiniti.

Siamo la Resistenza del nuovo Millennio.

Impegno & Fatica. Così supereremo questo assedio. Perché creare una startup significa anche questo: rinunciare a tutto, chiudersi nel proprio studio/ufficio/casa. Nessun caffè, birra, divertimento, solo il grande desiderio di avviare la propria startup e grande fiducia nelle proprie corde.

Se non rinunciate non raggiungerete il vostro obiettivo.
 

Trovate il tempo, anche se non sembra che si possa riuscire.
Trovate il tempo, anche se La Fantomatica C vi sta assediando.
Trovate il  tempo per creare la vostra startup e agite.

23. Innamoratevi della vostra Startup(ma non troppo)

30 SETTEMBRE  2014, ORE 15:21
GIORNO 227

Sopravvissuti.
Anche questa settimana, anche oggi.

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Salvi per un pelo.
La Fantomatica C  ci stava per travolgere come un fiume in piena, proprio in questo giorno di pioggia.
Un giorno di pioggia, in cui sembra che il mondo se ne freghi della condizione di un’Italia che sta sprecando il proprio patrimonio e la propria “migliore gioventù”,  in cui stavamo per compiere una scelta sbagliata.
Una di quelle scelte che rischia di farti precipitare.
E solamente perché siamo stati troppo innamorati della nostra idea imprenditoriale.

Non so identificare l’errore che abbiamo compiuto: non so.
Presunzione?
Non curanza?
Sostanzialmente stavamo per compiere una scelta strategica che avrebbe fatto si che il nostro prodotto non potesse essere utilizzato con semplicità dai clienti.
Stiamo parlando di piccole sliding doors che ti cambiano la vita. E nel nostro caso, Vittoria ci avrebbe rimesso una marea di users, per il solo motivo che l’utilizzo non sarebbe stato abbastanza intuitivo come invece, speriamo, sarà.

sliding doors diary of a crisis survivor

Ci siamo accorti del problema solamente grazie ad un “amico tester” che ci ha semplicemente chiesto: Perchè dovrei fare una cosa del genere?”.

Non è stato facile far si che tutto il team si rendesse conto dell’errore. Me compreso. Eravamo troppi innamorati di quella impostazione iniziale al punto di pensare che, secondo il nostro presuntuoso parere, questa incarncasse anche la filosofia della nostra startup.

In realtà è molto più facile cambiare piuttosto che rimanere innamorati della propria idea imprenditoriale(e rischiare di sbagliare), del resto il cambiamento è inevitabile, quindi bisogna prevederlo, controllarlo e adattarsi.

Dovremo imparare tutti da ciò che dice Eric Ries, nel suo “The Lean Startup”: una startup è un’istituzione umana, creata per dar vita a un nuovo prodotto, in condizione di estrema incertezza”, e proprio perché ci si trova in questa situazione di estrema incertezza è necessario essere consapevoli  del fatto che i prodotti/servizi creati da una startup sono esperimenti. Ed in quanto tali vanno concepiti in una precisa sintesi metodologica di Creazione–>Misurazione–>Apprendimento. Eric Ries docet.

 

Sbagliare non è sbagliato, quindi…basta che si rimedi e si sia abbastanza umili da rendersene conto:
Non innamoratevi troppo della vostra Startup. Fate sì che i vostri clienti si innamorino di lei.

 

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22. 10 consigli comportamentali per sopravvivere, con la propria Startup, alla Fantomatica C in Italia

22 SETTEMBRE 2014, ORE 22:00
GIORNO 219

E’ un altro lunedì da sopravvissuto.

Come prevedibile, la Fantomatica C non ha arrestato la propria avanzata, e l’Italia, nonostante i proclami del Governo Renzi, continua con le false partenze(e le istituzioni, le agenzie di rating e gli investitori continuano a fermare la gara).
Questo racconto di Vittoria, la mia startup, è stato da me creato per cercare di rendere partecipi non solo gli aspiranti startupper, delle incredibili difficoltà nella creazione di un’impresa in Italia, ma anche per tutte le persone che hanno bisogno di essere incoraggiate.
Il momento è difficile per tutti.
Per questo oggi ho deciso di sdrammatizzare e fornirvi 10 consigli comportamentali che possono aiutarvi a sopravvivere alla Fantomatica C:

1) Sii Vigile:
Sia perché le opportunità spesso sono davanti ai nostri occhi e non ce ne accorgiamo, sia perché, in questo paese, è sempre meglio stare attenti, non si sai mai che qualcuno ti rubi l’idea imprenditoriale o entri nel tuo capitale sociale e, in men che non si dica, ti faccia fuori. 

2) Sii Positivo:
Non importa se sei nelle grinfie della Fantomatica D(Disoccupazione), non importa se non riesci a migliorare i risultati del tuo business. Domani è un altro giorno, e prima poi l’Italia dovrà rialzarsi, e per farlo, dovrà attuare delle riforme pro lavoro, imprese e startup. Come la tua.

3) Stay Hungry…:
Come diceva Steve Jobs, non per essere banale, bisogna essere affamati, non lasciarsi andare alla spirale di negatività che si respira per le strade delle città italiane, ma ricercare sempre nuovi stimoli, nuove avventure imprenditoriali, con la costante voglia di un calciatore all’esordio.

4) …stay Foolish:
Ed è vero. Solo quelli che rischiano, raggiungono i risultati. Come detto mi chiamano l’Astronauta, per la mia capacità di spaziare con il pensiero e le strategie in modo concreto.

5) Sii Maniacale:
nell’organizzazione del tuo tempo, del lavoro, e nel controllo dei risultati.
Trova sempre un modo di misurare oggettivamente i tuoi risultati.
Se ci riuscirai, la tua startup potrà essere costantemente migliorata e sarà più vicina a sconfiggere la Fantomatica C.

6) Circondati del giusto Team:
E sii disponibile per loro, perché saranno loro che risolveranno i tuoi problemi quando tu non potrai, e insieme, se ben settati, formerete una squadra vincente.

7) Sii Umile:
Stai sempre a testa alta, ma, essendo in un paese per vecchi, tieni presente che non hai il coltello dalla parte del manico; per questo, e perchè “l’umiltà fa grande un uomo” tieni un low profile sino al momento giusto..

8) Sii Paziente:
..aspetta attendi il momento giusto. L’Italia non ripartirà almeno per un altro anno. Fino a quel momento stai sulla cresta dell’onda, galleggia e sopravvivi con la tua startup, ma non smettere mai di provarci.

9) Sii curioso:
Informati, leggi, prova, sperimenta. Nel 2014 devi essere in grado di sapere come si crea un sito, si gestisce un social network, ma anche perchè la tua startup non raggiunge i risultati sperati….e non dimenticare: guarda ai modelli di successo all’estero e prova ad applicare questi nella tua realtà.

10) “State Pronti,
perché non sapete nè il giorno, ne l’ora”,
in cui la Fantomatica C busserà alla vostra porta.
E, in quel momento, dovrete sapere come fare per salvare la vostra startup.

18. Resto in Italia. Per ora. Per costruire la mia Startup

29 LUGLIO 2014, ORE 10:37
GIORNO 164

Resto in Italia.
Per ora.

La Fantomatica C non è riuscita a prendermi.
 L’offerta dalla multinazionale tedesca non era abbastanza allettante.
Il trade-off pendeva a favore di Vittoria, la mia startup.
 E ora?

Continuiamo a programmare: in questo momento abbiamo appena concluso un’intensa fase di brainstorming e ora si parte con la redazione del Business Plan.

Premesso, come nell’ultimo post che la struttura, la forma e le informazioni di un Business Plan cambiano a seconda dell’obiettivo(e quindi del destinatario), il nostro business plan sarà sostanzialmente diviso in due macrosezioni:

  • Una parte qualitatitiva;
  • Una parte quantitativa.

All’interno della prima sono presenti tutti quegli elementi che costituiscono l’analisi concreta dell’ambiente di riferimento interno ed esterno alla startup. Specificamente, nella parte qualitativa del Business Plan di Vittoria analizzeremo prima l’arena competitiva e le strategie per riuscire ad ottenere  un vantaggio competitivo sui concorrenti; in seguito provvederemo ad analizzare il nostro sistema aziendale, nelle sue diverse componenti.

La parte quantitativa aggrega una serie di dati importanti ai fini delle previsioni e analisi economico-finanziarie.

Su questo punto siamo carenti(per ora). Ma ci faremo aiutare dai giusti giovani professionisti.

 

Last but not least, l’Executive Summary che sintetizza in poche righe tutto il contenuto del Business Plan. Efficacia, Oggettività, Pazzia e Servizi Online (INDIZIO N.6).

 

Eccoci, ecco Vittoria, colei che sconfiggerà la Fantomatica C.