Diario di un Sopravvissuto alla Crisi

Vita, morte e miracoli di una Startup nell'Italia della crisi economica

Tag: investitori

15. Sapete qual’è il cliente ideale della vostra Startup?

7 LUGLIO 2014, ORE 16:54
GIORNO 142

Quanto è dura creare una startup in Italia nel 2014?

E’ per questo che oramai da 4 mesi, racconto della mia startup, di Vittoria(il suo nome), ma sostanzialmente racconto della condizione dei giovani in Italia, nel 2014. Racconto di quei giovani che hanno voglia di fare e che ci provano quotidianamente, senza deprimersi o abbandonarsi alle grinfie della Fantomatica C. Più precisamente racconto di quei giovani che, spinti da entusiasmo e passione, hanno un’idea imprenditoriale e vogliono concretizzarla.

Mentre tante startup e imprese muoiono perchè attanagliate dal Fisco(o per tanti altri motivi), Vittoria procede, e lo step che abbiamo compiuto recentemente(molto recentemente, ieri per la precisione) è stato quello di individuare il Target verso il quale ci rivolgiamo: individuare il cliente tipo per i nostri servizi.

Questo tipo di attività, che consiste in un complesso processo, non è effettivamente svolto dalla maggior parte delle imprese, in quanto spesso si ha la paura di ridurre le proprie p0ssibilità di business a fronte di un’offerta rivolta a una sola precisa categoria.

In realtà non è proprio così: il target infatti si può individuare in maniera più o meno schematica. Ad esempio decidere di rivolgersi ad un pubblico anziano, non vuol dire solamente rivolgersi propriamente a coloro che hanno sopra tot anni di età, ma anche rivolgersi a coloro che devono assicurare che la vita di queste persone possa essere discretamente soddisfacente(figli o chi di dovere). Insomma una complessa analisi.

Ma a cosa serve individuare un target predefinito? è uno step necessario per ogni tipo di startup per diversi motivi, i più importanti probabilmente sono:

  1. Individuazione delle politiche di prezzo da concretizzare;
  2. Individuazione del tipo di Comunicazione da attuare;
  3. Individuazione del procedimento di acquisto da parte del consumatore.

Un passo essenziale per ogni startup.

Vittoria sa qual’è il suo cliente ideale, e voi?

4. Qui non arrivano gli Angeli(e nemmeno gli Investitori)

28 FEBBRAIO 2014 ,ORE 18:51
GIORNO 14

Venerdì sera.
Finito lavoro, ma sono ancora qui.
Attendo una routinaria telefonata “di conferma” del venerdì per poter chiudere tutto.
Mi toccherà affrontare il traffico & la conseguente noia.
Poi casa e doccia.
Relax?

Poco e niente Relax. Mangerò un piatto di pasta(rigorosamente aglio, olio e peperoncino per essere veloce), poi finalmente avremo la possibilità, dopo 15 giorni di riunirci, tutti e 8.

Il problema che ci troviamo a cercare di risolvere, non è un problemino qualunque.
Anzi è un problemaccio.
Ci troviamo a pensare a dove reperire i soldi. Non mi piace chiamarli soldi, preferisco chiamarli i fondi. In pratica tutto quelle risorse che servono alla copertura dei costi di avviamento e all’implementazione delle prime evoluzioni.

Oggi è stata un’altra giornata da Sopravvissuto, mentre il tasso di disoccupazione sale al 12,9%(dicono che sia ai massimi, ma non ho capito se dal 1977 o dal 1990equalcosa), e la gente continua a lamentarsi(tra le più sentite “C’è C“, ma anche “Una C così non lho mai vista“. Sempre lei.)

Sicuramente la Fantomatica C è una di quelle variabili che aiuta ad aumentare le difficoltà nel reperimento di fondi. Viene spalleggiata dalla tassazione eccessivamente elevata per le imprese in Italia e da un governo che negli ultimi anni ha fatto poco e niente:

-le montiane start-up innovative, nascondono al loro interno dei cavilli non facilmente aggirabili(i famosi 7 requisiti da rispettare);
-la semplificazione, sempre per i giovani, di costituire una start up a un euro, in realtà mi sembra essere una complicazione. Pigna mi ha spiegato infatti, che se costituisci una società con capitale sociale un euro, poi sei costretto, in caso di perdite ad andare dal notaio e ripianarle entro 2 anni: burocrazia e soprattutto…quale StartUp potrebbe vivere a lungo con il capitale sociale di 1 euro?

E per questi e altri motivi, non arrivano gli Investitori(Esteri).
Ma del resto, Chi glielo fa fare?

Facciamo un passo indietro. Nel reperimento di fondi, sostanzialmente, la prima cosa da fare è “farsi i conti in tasca“.

Tuoi, del tuo team, dei tuoi genitori e dei genitori dei membri del tuo team, e anche degli amici, tuoi e del tuo team.
Solitamente, come nel nostro caso, non si riesce quasi mai a racimolare la somma desiderata.
Perché bisogna far fronte ad una serie di incombenze che, a fronte della volontà di fare impresa in Italia, aumentano sempre di più: costituzione della società, pubblicità e marketing, tasse, server & domini, produzione del prodotto. Nel nostro caso(INDIZIO N.1) non dobbiamo sostenere costi di produzione fisica di prodotti, tantomeno affittare locali(ci accontentiamo per ora della casa dei Nerd per Caso), in quanto la nostra startup è legata al web, il che però implica che i Nerd per Caso comunque lavorano e vanno pagati per le enne ore che passano di fronte ai loro pc.

Conseguentemente, se vi trovate nella nostra situazione, ossia “spiantati sino al midollo”, le porte a cui bussare, per fortuna, sono ancora tante, ma è da vedere quante si apriranno.

Nel crazy brainstorming di 15 giorni fa abbiamo nominato tra gli altri:

Incubatori: quelli che noi chiamiamo “pubblici”(fanno buon affidamento su contributi), che ahimè sono troppi e hanno poche disponibilità economiche, e quelli privati, che ahimè sono pochi e hanno più disponibilità economiche; questi ultimi tuttavia via, nella nostra zona, li abbiamo trovati un pò saturi di proposte e di startup nascenti, da non voler dedicare tempo a un nuovo progetto(il nostro);
– Trovare qualche foolish(and hungry), con molti soldi, che sia disposto a investire su di noi;
Venture Capitalist(investitori professionali che apportano capitali);
Angels(solitamente imprenditori che, essendo dotati di un discreto patrimonio, decidono di aiutare le imprese).

I confini e le differenze tra le 4 categorie nominate? Formalmente tante e non le ho neanche spiegate con precisione(ma SanGoogle vi fornirà le risposte desiderate), ma sostanzialmente invece, l’obiettivo è sempre lo stesso: trovare quei maledetti soldi per partire. 

Un’altro big problem, che nasce dalla precedente considerazione è: siete disposti a cedere parte delle vostre quote in società per darle a qualcuno di sicuramente più grande e potente? Alcuni del nostro team dicono che è un pò come svendersi, o svendere l’idea, io ritengo invece che sia una soluzione almeno da sondare.

 

Finalmente è arrivata la telefonata. Posso andare via da questo posto. E forse in questo week end potrò anche permettermi di non venire, e buttarmi a capofitto sulla startup, e cercare di risolvere il problema del  Funding.

Qui in Italia una persona comune non riesce a pensare a progetti nuovi, idee future e nuove evoluzioni di business dei mercati. Pensa solo al presente, a sopravvivere in questo presente. Per questo stiamo cercando  di venire in contatto anche con investitori esteri, che siano semplici Foolish, piuttosto che Venture Capitalist o Angels.

Poi mi ricordo una cosa.
Qui non arrivano gli angeli.