Diario di un Sopravvissuto alla Crisi

Vita, morte e miracoli di una Startup nell'Italia della crisi economica

Tag: disocuppazione

20. Startup Competition: una via per crescere

01 SETTEMBRE 2014, ORE 13:20
GIORNO 197

Combattiamo la Fantomatica C.

Ora ufficialmente.

Mentre le guerre imperversano nel mondo, l’Italia continua a rischiare il naufragio(l’immobilismo nella vita serve ben poco) e la Fantomatica C continua a far vittime, noi affrontiamo un importante momento nella vita di una startup.

Grazie alla stesura del Business Plan siamo infatti in grado di iscriverci alle Startup Competition che abbiamo individuato.

Sarà uno step importante perché ci confronteremo per la prima volta con il pubblico.

L’obiettivo è plurimo:

  1. Trovare dei finanziatori o degli “accompagnatori” che ci possano aiutare nel cammino;
  2. Dare visibilità alla nostra idea.

 

Per questo siamo motivati.

Ovviamente non sappiamo ancora se riusciremo a vincere almeno uno delle 5 competition a cui ci iscriveremo.

Tuttavia, poter “gareggiare ufficialmente” ci dà tanta carica.

Abbiamo deciso di fare questo passo perché i primi feedback(con amici, parenti e esperti del settore) sono stati estremamente positivi.

Vi lascio, è arrivato il momento.

Con il mio clic saremo ufficialmente in gara.

Vado a cliccare(e cominciare a pensare che, questa volta sul serio e questa volta concretamente, riusciremo a vincere la nostra battaglia con la Fantomatica C).

 

19. Questo non è un paese per giovani

06 AGOSTO 2014, ORE 22:31
GIORNO 171

19

Recessione. Pil -0.2%.

Dato peggiore da 14 anni.

“La Recessione è tornata in Italia”

No. La Fantomatica C è tornata. In realtà non era mai andata via. E noi lo sapevamo, lo ripeto sempre in questo blog: l’immobilismo del paese è evidente a tutti,e il gap in termini culturali, economici, strutturali, con altre nazioni europee si sta allargando. “La crescita italiana arriverà tra 10 anni“. Questo è il pensiero della gente. 10 anni perchè si rendono conto che il lavoro da fare è talmente tanto che sarà un percorso lungo, e 10 anni è una cifra tonda.

A volte mi sembra di percepire una falce dal punto di vista economico, tra una certa fascia di popolazione (di una certa età) e gli altri..i più giovani. Dobbiamo poter avere le nostre chanche da giocarci, siamo troppo brillanti per essere sprecati. Vittoria è la startup dei miei sogni. Per lei, lotto ogni giorno per superare degli ostacoli che, a volte, sembrano insuperabili.

Non posso continuare ad essere un “aspirante vecchio in un paese per vecchi“, non posso permettermi di investire il poco denaro che ho  in una startup in Italia(anche se è la mia startup e il mio sogno). Il rischio è troppo grande. Forse è il caso di cambiare paese. Lo proporrò al team di Vittoria.

Del resto..

con quale fiducia un imprenditore dovrebbe alzarsi ogni giorno in questo paese?

con quale fiducia un giovane vede il suo futuro e il futuro della sua startup?

con quale fiducia posso pensare di riuscire a mettere su famiglia, e crescere dei figli in Italia?

Non c’è speranza forse perchè Questo non è un paese per giovani.

diary of a crisis survivor No Country for Young Men

12. Storia di un giovane imprenditore italiano (disoccupato).

17 GIUGNO 2014, ORE 19:44
GIORNO 122

 

La Fantomatica C non mi ha preso, eppure eccomi qua: trovo meno energie e meno tempo per raccontare la mia startup di quando ero un lavoratore dipendente.

Certo che in questo paese a 30 anni sei proprio uno sfigato.

Il mondo del lavoro o ti ha scartato o ti rigetta fuori appena può(“sei troppo esperto/hai troppi titoli/pretendi troppo, non possiamo permetterci una risorsa a questo prezzo”).

Non so se ne avete sentito parlare ma si tratta di quel problemino che abbiamo in Italia..il suo nome è  Disoccupazione. Quasi quasi mi viene da dire la Fantomatica D, si proprio lei, la cugina della Fantomatica C. Ecco dove ci troviamo noi trentenni. Era necessario che lo dicesse anche il Fondo Monetario Internazionale?(http://www.corriere.it/economia/14_giugno_17/fmi-avverte-in-italia-disoccupazione-livelli-inaccettabili-9b8fb96a-f634-11e3-9bf3-84ef22f2d84d.shtml)

Eppure sarebbe così facile: il solo pensare che in un futuro non troppo lontano la mia startup possa partire e possa dar da lavorare a un gruppo tra  i 5 e i 10 giovani, rende l’idea di quale potenziale abbia la creazione di una startup.

Certo, non è tutto così facile. E’ stato necessario fare un grosso lavoro di analisi e ricerca dei profili che ci servivano(all’inizio eravamo solo in tre, come racconto nel pezzo “L’importanza di chiamarsi Team” http://diariodiunsopravvissutoallacrisi.wordpress.com/2014/02/25/limportanza-di-chiamarsi-team/ ) per trovare le risorse umane  e soprattutto per strutturare il lavoro per processi.

Però ci stiamo riuscendo, almeno per ora. Ed è un lavoro che ogni startup, a mio parere, dovrebbe strutturare: capire dove vuole andare, quali obiettivi raggiungere e soprattutto utilizzando quali risorse umane, con quale responsabilità e relativi obiettivi.

Così noi combattiamo quotidianamente la Fantomatica D.(e la Fantomatica C).