Diario di un Sopravvissuto alla Crisi

Vita, morte e miracoli di una Startup nell'Italia della crisi economica

Categoria: Senza categoria

24. Startup & Innovazione: una relazione non sempre sincera

20 OTTOBRE 2014, ORE 21:30
GIORNO 247

Essere innovativi.

Tutti dicono di esserlo nessuno lo è.
Per me innovazione è soltanto “qualsiasi cambiamento che porti ad un miglioramento”.
Tutto il resto è noia.

Dopo aver costituito la nostra società stiamo procedendo con la richiesta di iscrizione al registro delle startup innovative(istituite dal governo del generale europeo Monti).

Si tratta di una particolare categoria di società di capitali, non quotate, e con sede ovviamente nel paese distrutto dalla Fantomatica C: l’Italia.

 Posto che è necessario soddisfare sette requisiti ben precisi (tra cui non aver mai distribuito utili, essere costituiti da meno di 4 anni, investire in Ricerca & Sviluppo un determinato quantitativo, avere come oggetto sociale “lo sviluppo/produzione di prodotti/servizi ad alto valore tecnologico”),
che soddisfiamo (INDIZIO N.7) , i benefici a cui si può accedere sono diversi e rilevanti:

  1. Meno burocrazia per lo svolgimento dell’attività d’impresa(in Italia è tutto dire!!);
  2. Incentivi tributari per la startup;
  3. Incentivi tributari per chi investe nella startup(in Italia è cosa rara);
  4. Utilizzare contratti lavorativi flessibili;
  5. Possibilità di accedere al Crowdfunding.

Aspettiamo un verdetto dal Ministero.
Le cose si stanno facendo serie.
Finalmente.
Startup & Innovazione, un rapporto non sempre vero.

23. Innamoratevi della vostra Startup(ma non troppo)

30 SETTEMBRE  2014, ORE 15:21
GIORNO 227

Sopravvissuti.
Anche questa settimana, anche oggi.

23

Salvi per un pelo.
La Fantomatica C  ci stava per travolgere come un fiume in piena, proprio in questo giorno di pioggia.
Un giorno di pioggia, in cui sembra che il mondo se ne freghi della condizione di un’Italia che sta sprecando il proprio patrimonio e la propria “migliore gioventù”,  in cui stavamo per compiere una scelta sbagliata.
Una di quelle scelte che rischia di farti precipitare.
E solamente perché siamo stati troppo innamorati della nostra idea imprenditoriale.

Non so identificare l’errore che abbiamo compiuto: non so.
Presunzione?
Non curanza?
Sostanzialmente stavamo per compiere una scelta strategica che avrebbe fatto si che il nostro prodotto non potesse essere utilizzato con semplicità dai clienti.
Stiamo parlando di piccole sliding doors che ti cambiano la vita. E nel nostro caso, Vittoria ci avrebbe rimesso una marea di users, per il solo motivo che l’utilizzo non sarebbe stato abbastanza intuitivo come invece, speriamo, sarà.

sliding doors diary of a crisis survivor

Ci siamo accorti del problema solamente grazie ad un “amico tester” che ci ha semplicemente chiesto: Perchè dovrei fare una cosa del genere?”.

Non è stato facile far si che tutto il team si rendesse conto dell’errore. Me compreso. Eravamo troppi innamorati di quella impostazione iniziale al punto di pensare che, secondo il nostro presuntuoso parere, questa incarncasse anche la filosofia della nostra startup.

In realtà è molto più facile cambiare piuttosto che rimanere innamorati della propria idea imprenditoriale(e rischiare di sbagliare), del resto il cambiamento è inevitabile, quindi bisogna prevederlo, controllarlo e adattarsi.

Dovremo imparare tutti da ciò che dice Eric Ries, nel suo “The Lean Startup”: una startup è un’istituzione umana, creata per dar vita a un nuovo prodotto, in condizione di estrema incertezza”, e proprio perché ci si trova in questa situazione di estrema incertezza è necessario essere consapevoli  del fatto che i prodotti/servizi creati da una startup sono esperimenti. Ed in quanto tali vanno concepiti in una precisa sintesi metodologica di Creazione–>Misurazione–>Apprendimento. Eric Ries docet.

 

Sbagliare non è sbagliato, quindi…basta che si rimedi e si sia abbastanza umili da rendersene conto:
Non innamoratevi troppo della vostra Startup. Fate sì che i vostri clienti si innamorino di lei.

 

23 2

22. 10 consigli comportamentali per sopravvivere, con la propria Startup, alla Fantomatica C in Italia

22 SETTEMBRE 2014, ORE 22:00
GIORNO 219

E’ un altro lunedì da sopravvissuto.

Come prevedibile, la Fantomatica C non ha arrestato la propria avanzata, e l’Italia, nonostante i proclami del Governo Renzi, continua con le false partenze(e le istituzioni, le agenzie di rating e gli investitori continuano a fermare la gara).
Questo racconto di Vittoria, la mia startup, è stato da me creato per cercare di rendere partecipi non solo gli aspiranti startupper, delle incredibili difficoltà nella creazione di un’impresa in Italia, ma anche per tutte le persone che hanno bisogno di essere incoraggiate.
Il momento è difficile per tutti.
Per questo oggi ho deciso di sdrammatizzare e fornirvi 10 consigli comportamentali che possono aiutarvi a sopravvivere alla Fantomatica C:

1) Sii Vigile:
Sia perché le opportunità spesso sono davanti ai nostri occhi e non ce ne accorgiamo, sia perché, in questo paese, è sempre meglio stare attenti, non si sai mai che qualcuno ti rubi l’idea imprenditoriale o entri nel tuo capitale sociale e, in men che non si dica, ti faccia fuori. 

2) Sii Positivo:
Non importa se sei nelle grinfie della Fantomatica D(Disoccupazione), non importa se non riesci a migliorare i risultati del tuo business. Domani è un altro giorno, e prima poi l’Italia dovrà rialzarsi, e per farlo, dovrà attuare delle riforme pro lavoro, imprese e startup. Come la tua.

3) Stay Hungry…:
Come diceva Steve Jobs, non per essere banale, bisogna essere affamati, non lasciarsi andare alla spirale di negatività che si respira per le strade delle città italiane, ma ricercare sempre nuovi stimoli, nuove avventure imprenditoriali, con la costante voglia di un calciatore all’esordio.

4) …stay Foolish:
Ed è vero. Solo quelli che rischiano, raggiungono i risultati. Come detto mi chiamano l’Astronauta, per la mia capacità di spaziare con il pensiero e le strategie in modo concreto.

5) Sii Maniacale:
nell’organizzazione del tuo tempo, del lavoro, e nel controllo dei risultati.
Trova sempre un modo di misurare oggettivamente i tuoi risultati.
Se ci riuscirai, la tua startup potrà essere costantemente migliorata e sarà più vicina a sconfiggere la Fantomatica C.

6) Circondati del giusto Team:
E sii disponibile per loro, perché saranno loro che risolveranno i tuoi problemi quando tu non potrai, e insieme, se ben settati, formerete una squadra vincente.

7) Sii Umile:
Stai sempre a testa alta, ma, essendo in un paese per vecchi, tieni presente che non hai il coltello dalla parte del manico; per questo, e perchè “l’umiltà fa grande un uomo” tieni un low profile sino al momento giusto..

8) Sii Paziente:
..aspetta attendi il momento giusto. L’Italia non ripartirà almeno per un altro anno. Fino a quel momento stai sulla cresta dell’onda, galleggia e sopravvivi con la tua startup, ma non smettere mai di provarci.

9) Sii curioso:
Informati, leggi, prova, sperimenta. Nel 2014 devi essere in grado di sapere come si crea un sito, si gestisce un social network, ma anche perchè la tua startup non raggiunge i risultati sperati….e non dimenticare: guarda ai modelli di successo all’estero e prova ad applicare questi nella tua realtà.

10) “State Pronti,
perché non sapete nè il giorno, ne l’ora”,
in cui la Fantomatica C busserà alla vostra porta.
E, in quel momento, dovrete sapere come fare per salvare la vostra startup.

21. Nascita di un’impresa: costituire una società in Italia

08 SETTEMBRE 2014, ORE 21:56
GIORNO 204

 

L’ora è giunta.

Abbiamo compiuto lo step più importante.

Abbiamo costituito ufficialmente la nostra società.

Vittoria è ufficialmente una Società a Responsabilità Limitata (INDIZIO N.7).

 

Dopo tanti mesi, siamo giunti dove tanti di noi non pensavano di arrivare.

Non è stato facile certo, e sarà tutto molto più difficile da adesso in poi, da adesso che il gioco si fa duro.

Ma il nostro momento è giunto.

 

La prima domanda che ci siamo posti è stata: “Qual è la migliore forma societaria per costituire la nostra startup?”

La prima scelta è stata quella di costituire una società con autonomia patrimoniale perfetta(una società di capitali per la quale, delle obbligazioni risponde solo la società con il proprio patrimonio, e non i soci).

La seconda scelta è stata quella di scegliere la tipologia societaria. Abbiamo optato per una Srl, ossia la società di capitali più “misura d’uomo” possibile, in cui l’elemento umano è forte a discapito di un possibile azionariato diffuso.

 

Infine sarà fondamentale riuscire ad essere riconosciuti come “Startup Innovativa”, una nuova e particolare tipologia di Srl che si può sfruttare in Italia da paio di anni a questa parte.

Di questo parlerò nel prossimo post, ora vado a festeggiare, una birra con il team, per brindare a Vittoria.

Vedo la luce in fondo al tunnel, vedo la Fantomatica C che scappa.

 

20. Startup Competition: una via per crescere

01 SETTEMBRE 2014, ORE 13:20
GIORNO 197

Combattiamo la Fantomatica C.

Ora ufficialmente.

Mentre le guerre imperversano nel mondo, l’Italia continua a rischiare il naufragio(l’immobilismo nella vita serve ben poco) e la Fantomatica C continua a far vittime, noi affrontiamo un importante momento nella vita di una startup.

Grazie alla stesura del Business Plan siamo infatti in grado di iscriverci alle Startup Competition che abbiamo individuato.

Sarà uno step importante perché ci confronteremo per la prima volta con il pubblico.

L’obiettivo è plurimo:

  1. Trovare dei finanziatori o degli “accompagnatori” che ci possano aiutare nel cammino;
  2. Dare visibilità alla nostra idea.

 

Per questo siamo motivati.

Ovviamente non sappiamo ancora se riusciremo a vincere almeno uno delle 5 competition a cui ci iscriveremo.

Tuttavia, poter “gareggiare ufficialmente” ci dà tanta carica.

Abbiamo deciso di fare questo passo perché i primi feedback(con amici, parenti e esperti del settore) sono stati estremamente positivi.

Vi lascio, è arrivato il momento.

Con il mio clic saremo ufficialmente in gara.

Vado a cliccare(e cominciare a pensare che, questa volta sul serio e questa volta concretamente, riusciremo a vincere la nostra battaglia con la Fantomatica C).

 

19. Questo non è un paese per giovani

06 AGOSTO 2014, ORE 22:31
GIORNO 171

19

Recessione. Pil -0.2%.

Dato peggiore da 14 anni.

“La Recessione è tornata in Italia”

No. La Fantomatica C è tornata. In realtà non era mai andata via. E noi lo sapevamo, lo ripeto sempre in questo blog: l’immobilismo del paese è evidente a tutti,e il gap in termini culturali, economici, strutturali, con altre nazioni europee si sta allargando. “La crescita italiana arriverà tra 10 anni“. Questo è il pensiero della gente. 10 anni perchè si rendono conto che il lavoro da fare è talmente tanto che sarà un percorso lungo, e 10 anni è una cifra tonda.

A volte mi sembra di percepire una falce dal punto di vista economico, tra una certa fascia di popolazione (di una certa età) e gli altri..i più giovani. Dobbiamo poter avere le nostre chanche da giocarci, siamo troppo brillanti per essere sprecati. Vittoria è la startup dei miei sogni. Per lei, lotto ogni giorno per superare degli ostacoli che, a volte, sembrano insuperabili.

Non posso continuare ad essere un “aspirante vecchio in un paese per vecchi“, non posso permettermi di investire il poco denaro che ho  in una startup in Italia(anche se è la mia startup e il mio sogno). Il rischio è troppo grande. Forse è il caso di cambiare paese. Lo proporrò al team di Vittoria.

Del resto..

con quale fiducia un imprenditore dovrebbe alzarsi ogni giorno in questo paese?

con quale fiducia un giovane vede il suo futuro e il futuro della sua startup?

con quale fiducia posso pensare di riuscire a mettere su famiglia, e crescere dei figli in Italia?

Non c’è speranza forse perchè Questo non è un paese per giovani.

diary of a crisis survivor No Country for Young Men

18. Resto in Italia. Per ora. Per costruire la mia Startup

29 LUGLIO 2014, ORE 10:37
GIORNO 164

Resto in Italia.
Per ora.

La Fantomatica C non è riuscita a prendermi.
 L’offerta dalla multinazionale tedesca non era abbastanza allettante.
Il trade-off pendeva a favore di Vittoria, la mia startup.
 E ora?

Continuiamo a programmare: in questo momento abbiamo appena concluso un’intensa fase di brainstorming e ora si parte con la redazione del Business Plan.

Premesso, come nell’ultimo post che la struttura, la forma e le informazioni di un Business Plan cambiano a seconda dell’obiettivo(e quindi del destinatario), il nostro business plan sarà sostanzialmente diviso in due macrosezioni:

  • Una parte qualitatitiva;
  • Una parte quantitativa.

All’interno della prima sono presenti tutti quegli elementi che costituiscono l’analisi concreta dell’ambiente di riferimento interno ed esterno alla startup. Specificamente, nella parte qualitativa del Business Plan di Vittoria analizzeremo prima l’arena competitiva e le strategie per riuscire ad ottenere  un vantaggio competitivo sui concorrenti; in seguito provvederemo ad analizzare il nostro sistema aziendale, nelle sue diverse componenti.

La parte quantitativa aggrega una serie di dati importanti ai fini delle previsioni e analisi economico-finanziarie.

Su questo punto siamo carenti(per ora). Ma ci faremo aiutare dai giusti giovani professionisti.

 

Last but not least, l’Executive Summary che sintetizza in poche righe tutto il contenuto del Business Plan. Efficacia, Oggettività, Pazzia e Servizi Online (INDIZIO N.6).

 

Eccoci, ecco Vittoria, colei che sconfiggerà la Fantomatica C.

17. Perchè scrivere un Business Plan per la propria Startup?

22 LUGLIO 2014, ORE 13:52
GIORNO 157

Tim non ce l’ha fatta.

La Fantomatica C ce l’ha fatta invece: lo ha preso.

Irlanda del Nord, biglietto di sola andata. Un lavoro ben retribuito e la possibilità di crescere professionalmente.

Treni da prendere al volo. In Italia. Nel 2014.

 

Abbiamo perso il nostro tuttofare. Vittoria, la nostra startup, ha perso un elemento importante del suo team, costretto come tanti altri giovani ad espatriare.

E ora?

Continuiamo a programmare, e oggi abbiamo cominciato a redigere il Business Plan della startup.

Leggevo delle percentuali: mediamente solo il 27 % degli imprenditori di piccole e medie imprese hanno realizzato un business plan (http://www.pinterest.com/pin/61220876159478523/).

Forse la loro scarsa cultura imprenditoriale non li ha spinti a redigerlo, o semplicemente, fortuna loro, sono stati talmente bravi da non averne bisogno.

In realtà le motivazioni che spingono a creare un Business Plan sono diverse:

1- Mettere in forma scritta le idee di business: questo permette all’imprenditore di “crescere”, individuare le criticità(se affiancato dai giusti consulenti), apportare determinate azioni correttive, e settare le strategie adeguate;

2- Cercare Investitori;

3- Partecipare a Startup Competition / Bandi per Startup (e qui entra in gioco anche il cosidetto Pitch).

 

Conseguentemente la forma di un Business Plan dovrebbe variare a seconda dell’obiettivo dello stesso: dev’essere comunicativamente efficace in base alle esigenze.

 

Last but not least, la struttura del Business Plan: di questo punto parlerò in un altro post, ora devo lasciare il blog.

Ho una skype-call con una multinazionale che ha sede in Germania.

 

Si, è così, La Fantomatica C sta cercando di prendere anche me, e portarmi fuori dall’Italia.

Ce la farà?

16. Best Practice: quando il calcio è lo specchio della nazione in cui vivi.

16 LUGLIO 2014, ORE 16:00
GIORNO 151

 

Ci hanno tolto anche il calcio.
La Germania e i tedeschi.

Non che a me interessi oramai più di tanto di questo sport, ma sinceramente, in una delle poche partite che ho visto di questo Mondiale di calcio, mi è sembrato di vivere una lotta tra razionale(Germania) e irrazionale(Argentina).
E questa volta il talento e la creatività hanno perso.

Questo vuol dire che i tedeschi sono riusciti ad applicare la loro metodologia, la loro determinazione, la loro professionalità anche allo sport, programmando da quasi un decennio questo risultato.

Ma soprattutto hanno valorizzato al meglio le loro risorse.

Come del resto riescono, con il proprio modus operandi(un modus operandi all’insegna della “correttezza”, ben lontano dai canoni italiani) a fare ogni giorno con le loro imprese, con le loro pubbliche amministrazioni e con le loro startup. Non a caso Berlino è il simbolo dinamico di questa rinascita tedesca. Basata sulla Programmazione, sulla Correttezza e su questo riuscire a raggiungere i risultati senza clamori.

Poco da fare: la Germania e i tedeschi sono una best practice. E questo approccio qua andrebbe totalmente “inseminato” nelle nostre Startup.
Io nella mia startup ci sto provando, e anche se la Fantomatica C mi sta spingendo fuori dal paese, ho programmato da lontano il lavoro di Vittoria, ho cercato di lavorare all’insegna della correttezza e della lealtà, e soprattutto ho affidato le responsabilità al team, valorizzando così le risorse che ho a disposizione.
Un approccio” tedesco”?
No, questo è il giusto approccio per riuscire a sconfiggere la Fantomatica C

15. Sapete qual’è il cliente ideale della vostra Startup?

7 LUGLIO 2014, ORE 16:54
GIORNO 142

Quanto è dura creare una startup in Italia nel 2014?

E’ per questo che oramai da 4 mesi, racconto della mia startup, di Vittoria(il suo nome), ma sostanzialmente racconto della condizione dei giovani in Italia, nel 2014. Racconto di quei giovani che hanno voglia di fare e che ci provano quotidianamente, senza deprimersi o abbandonarsi alle grinfie della Fantomatica C. Più precisamente racconto di quei giovani che, spinti da entusiasmo e passione, hanno un’idea imprenditoriale e vogliono concretizzarla.

Mentre tante startup e imprese muoiono perchè attanagliate dal Fisco(o per tanti altri motivi), Vittoria procede, e lo step che abbiamo compiuto recentemente(molto recentemente, ieri per la precisione) è stato quello di individuare il Target verso il quale ci rivolgiamo: individuare il cliente tipo per i nostri servizi.

Questo tipo di attività, che consiste in un complesso processo, non è effettivamente svolto dalla maggior parte delle imprese, in quanto spesso si ha la paura di ridurre le proprie p0ssibilità di business a fronte di un’offerta rivolta a una sola precisa categoria.

In realtà non è proprio così: il target infatti si può individuare in maniera più o meno schematica. Ad esempio decidere di rivolgersi ad un pubblico anziano, non vuol dire solamente rivolgersi propriamente a coloro che hanno sopra tot anni di età, ma anche rivolgersi a coloro che devono assicurare che la vita di queste persone possa essere discretamente soddisfacente(figli o chi di dovere). Insomma una complessa analisi.

Ma a cosa serve individuare un target predefinito? è uno step necessario per ogni tipo di startup per diversi motivi, i più importanti probabilmente sono:

  1. Individuazione delle politiche di prezzo da concretizzare;
  2. Individuazione del tipo di Comunicazione da attuare;
  3. Individuazione del procedimento di acquisto da parte del consumatore.

Un passo essenziale per ogni startup.

Vittoria sa qual’è il suo cliente ideale, e voi?