8. Risparmio o Qualità? La scelta della Strategia Competitiva per una Startup

di diariodiunsopravvissutoallacrisi

02 MAGGIO 2014, ORE 13:50
GIORNO 75

 

Sono stanco.

Stanco di un sistema malato, in un’Italia che cerca di rialzarsi ma non ha forza nelle gambe.
E la depressione della gente. La Fantomatica C sta ingrossando le proprie fila: ogni giorno ci sono vittime in più. Dalle “vere vittime“(cioè coloro che realisticamente non ce la fanno), a coloro che, essendo troppo depressi, non fanno nulla per sopravvivere, e così facendo ingrossano le fila della Fantomatica C, lasciandosi andare a una vita senza stimoli e abbandonando dei bei progetti lavorativi, compresi di startup.

E’ difficile lavorare sulla propria startup in questo ambiente.

Ieri notte infatti, alla nostra riunione settimanale della startup, c’è stata una lite. Il motivo? La scelta strategica del vantaggio competitivo da perseguire.
Risparmio o qualità, quante volte avrò sentito questa frase.
Alla tv, negli spot. Teoricamente, ogni impresa, consapevolmente o inconsapevolmente, quando inizia la propria attività, compie una scelta strategica di vantaggio competitivo: puntare sulla qualità del proprio prodotto e quindi puntare sul fatto che i clienti siano disposti a pagare un premium price per quel plus che ha l’impresa, o sostenere bassi costi e offrire il prodotto al mercato ad un prezzo più competitivo dei competitors?
A queste due strategie competitive di base, Michael Porter(nel suo “4 competitive strategies”) aveva abbinato un’altra variabile: la scelta del raggio d’azione, ossia a quanti clienti miri, l’intero mercato, una nicchia o addirittura una nicchia nella nicchia?
Per farvi capire meglio, pochi esempi per le diverse strategie competitive:
– strategia di differenziazione(qualità, mercato vasto): Apple con i suoi Iphone;
– strategia di leadership di costo(risparmio, mercato vasto): Ikea;
– strategia di focalizzazione sulla differenziazione(qualità, nicchia): Ferrari;
– strategia di focalizzazione sulla leadership di costo(risparmio, nicchia): Auchan.

In realtà c’è anche chi dice che la scelta del vantaggio competitivo non sia una cosa fondamentale, e che, conseguentemente non paghi essere coerenti.

Quale sia la scelta migliore per una startup? Non si può rispondere così, la soluzione varia caso per caso, è una cosa estremamente relativa.
Io ritengo che il futuro della nostra startup sia una scelta di vantaggio competitivo di focalizzazione sulla leadership di costo(INDIZIO N.4), Tim la pensa come me. Gli altri no. E da qui la lite. Irrisolta.

Anche se c’è chi, come Instagram, non compie una scelta(prima di un determinato tot di tempo) e ha successo, l’importante è non stare in mezzo al guado troppo a lungo: è come essere in uno di quei fragili ponti sulle Ande, sospeso su un burrone profondissimo, con la possibilità di andare da una parte(qualità) o dall’altra(risparmio)..ma se si rimane a metà del percorso, le corde prima o poi si spezzano e l’impresa finisce(doppio senso ricercatamente voluto).

E la stessa cosa per l’Italia: un paese che per storia e capacità dovrebbe fortemente puntare sulla qualità, si sta facendo ammaliare dalle sirene dei bassi costi, e così rimane a metà del ponte, rischiando di cadere.

Mentre la Fantomatica C, ai piedi del burrone, aspetta. E ogni giorno fa una vittima in più.

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